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Benvenuti alla manifestazione della birra

E’ forse una delle ricette birrarie più antiche giunte sino a noi datate fra il 4000 – 5000 a.c.. Il ritrovamento è stato causale durante una campagna di scavi, quando alcuni archeologi hanno ritrovato delle anfore integre con resti di granaglie e di un banchetto (fossili e ossa) di capretto e agnello alla brace conditi con origano e spezie e resti di ossicini di quaglie in gran quantità. Quindi gli avanzi di un gran banchetto matrimoniale o per l’insediamento di un qualche dignitario, oppure in onore di qualche divinità. Ma la tesi importante è che ora si ha la certezza che gli Etruschi erano un popolo che conosceva e beveva birra. Difatti nelle analisi delle anfore ritrovate sono state rilevate tracce di fermentazione di segale e presenza di lieviti fossili. Gli Etruschi, si sa, “birrificavano” ed utilizzavano soprattutto la segale, e particolare importantissimo utilizzavano la fermentazione spontanea dei lieviti nell’aria, sicuramente con condizioni climatiche diverse di quelle di oggi. Una tecnica e un procedimento al termine del quale si creava una bevanda: Pevakh era il nome con cui gli etruschi chiamavano la birra. Era poco alcolica assimilabile e prodotta probabilmente, in una prima fase, con segale e farro. Con il tempo sono passati all’impiego prevalente di frumento aromatizzato con il miele.

Un decotto che ben presto trovò tantissimi estimatori, da Nerone ad Agricola, governatore della Britannia, fino a Giulio Cesare che apprezzava così tanto questa bevanda da citarla nei suoi “Commentarii” dove racconta come i Celti iniziassero ogni trattativa con una porzione della bionda bevanda, mentre secondo Plinio era popolare nell’intero bacino mediterraneo da molto prima delle viti e per finire Augusto che ne esalta, addirittura, le virtù terapeutiche, convinto di essere riuscito a guarire da un fastidioso mal di fegato proprio grazie a questa bevanda. I latini la chiamarono “cerevesia” nome composta da Cerere, divinità legata alla terra e al raccolto, e da vis, la parola latina che significa forza. Da qui, poi, l’arte della birra si sviluppò nell’Europa del nord e, quindi, in tutto il resto del mondo. A far arrivare l’orzo, ingrediente fondamentale per la preparazione della birra, in Italia ci pensarono gli Etruschi con i loro commerci.

A breve sarà disponibile il programma completo

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